La questione delle scuole di specializzazione in ambito odontoiatrico torna al centro dell’attenzione istituzionale con una presa di posizione netta da parte della FNOMCeO e della Commissione Albo Odontoiatri nazionale. I rispettivi Presidenti, Filippo Anelli e Andrea Senna, hanno infatti inviato una nota ai Ministeri competenti per sollecitare l’attivazione dei percorsi per l’anno accademico 2025-2026.
Una situazione di stallo ancora irrisolta
Il nodo principale riguarda il mancato completamento dell’iter normativo necessario a rendere operative le scuole di specializzazione. La Legge di Bilancio 2025 ha introdotto un elemento fondamentale: il riconoscimento di una borsa di studio annuale pari a 4.773 euro lordi per gli specializzandi dell’area sanitaria non medica, quindi anche per gli odontoiatri.
Tuttavia, senza il decreto attuativo – che deve essere emanato dalla Presidenza del Consiglio su proposta del Ministero dell’Università, di concerto con Salute ed Economia – la misura resta di fatto bloccata. Questo passaggio è indispensabile non solo per l’erogazione delle borse, ma anche per la pubblicazione dei bandi e l’avvio concreto dei percorsi formativi.
Le conseguenze per i giovani odontoiatri
L’assenza di un sistema strutturato e sostenibile di specializzazione comporta effetti rilevanti. In primo luogo, si evidenzia una disparità rispetto ad altre professioni sanitarie, dove la formazione specialistica è già accompagnata da un supporto economico.
Per gli odontoiatri, invece, la mancanza di una borsa adeguata rende difficile intraprendere percorsi formativi avanzati, nonostante il contributo attivo che gli specializzandi offrono all’interno delle strutture sanitarie durante la formazione.
A questo si aggiunge un ulteriore elemento critico: il rischio concreto di perdere un intero anno accademico. Il ritardo nell’emanazione del decreto, infatti, impedisce la programmazione didattica e blocca l’accesso ai percorsi per numerosi laureati.
Impatto sul Servizio Sanitario Nazionale
Il problema non riguarda solo i singoli professionisti, ma ha implicazioni più ampie sul sistema sanitario. Il fabbisogno di specialisti in ambito odontoiatrico è stabile da anni, segno di una necessità reale e costante sul territorio.
La difficoltà nel formare nuovi specialisti rischia di tradursi in una carenza di figure qualificate, con conseguenze dirette sulla capacità del Servizio Sanitario Nazionale di garantire prestazioni adeguate. La formazione specialistica, infatti, rappresenta un requisito fondamentale per l’accesso a molte posizioni nel pubblico.
La richiesta delle istituzioni di categoria
Nella loro comunicazione, Filippo Anelli e Andrea Senna sottolineano come la formazione specialistica in odontoiatria sia un elemento essenziale per garantire qualità dell’assistenza, tutela del diritto alla formazione e rafforzamento dei servizi sul territorio.
Da qui la richiesta di un intervento tempestivo da parte delle istituzioni, affinché venga finalmente emanato il decreto attuativo e si possa sbloccare l’intero sistema.
Uno snodo cruciale per il futuro della professione
La questione delle scuole di specializzazione non è solo un tema accademico, ma rappresenta uno snodo strategico per il futuro dell’odontoiatria in Italia. Senza un percorso chiaro, accessibile e sostenibile, il rischio è quello di rallentare l’evoluzione della professione e limitare le opportunità per i giovani odontoiatri.
L’attivazione dei percorsi per il 2025-2026 diventa quindi un passaggio fondamentale, non solo per evitare ulteriori ritardi, ma per costruire un sistema formativo più equo, strutturato e in linea con le esigenze del contesto sanitario nazionale.