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Per la prima volta, dopo oltre vent’anni, gli specializzandi delle professioni sanitarie non mediche come odontoiatri, veterinari, farmacisti, biologi, chimici, fisici e psicologi potrebbero ricevere un riconoscimento economico durante il percorso di specializzazione.
La novità è frutto di un emendamento al Ddl Bilancio, a prima firma dell’onorevole Marta Schifone, che è stato sottoposto all’esame della Commissione Bilancio della Camera il 12 dicembre.
Un cambio di rotta atteso da oltre 20 anni
L’emendamento prevede un compenso di 500 euro mensili per gli specializzandi di area sanitaria non medica, andando a colmare un vuoto storico. Per i medici chirurghi, esiste infatti un regime di borse di studio che, ogni anno, vede una significativa percentuale di fondi non assegnati. Al contrario, per professionisti come odontoiatri, farmacisti e biologi, il costo degli anni di specializzazione è rimasto finora interamente sulle spalle dei singoli specializzandi.
L’introduzione di questo compenso, seppur modesto rispetto alle borse dei medici, rappresenta un primo passo verso il principio di equità.
Il commento della CAO Nazionale
“Si tratta di un primo passo importante – ha dichiarato Raffaele Iandolo, presidente della CAO Nazionale – verso l’equiparazione delle Scuole di specializzazione a quelle di Area medica e il pieno riconoscimento per i nostri percorsi di specializzazione. Ringraziamo il Governo per l’attenzione e la sensibilità, così come i parlamentari che avevano presentato emendamenti in questa direzione, in particolare l’onorevole Marta Schifone”.
Prospettive future e ulteriori interventi necessari
Il riconoscimento economico previsto dall’emendamento rappresenta una svolta per molte categorie professionali, ma rimangono aperte questioni legate alle coperture finanziarie e alla reale possibilità di equiparare il trattamento economico tra specializzandi di area medica e non medica. La relazione tecnica all’emendamento indica che i fondi potrebbero essere recuperati proprio dalle borse di studio non assegnate o abbandonate nell’area medica, soprattutto nelle specializzazioni meno ambite come medicina d’emergenza-urgenza, patologia clinica, microbiologia e radioterapia.
L’onorevole Schifone ha dichiarato: “Garantire una retribuzione mensile iniziale è fondamentale, ma continueremo a lavorare per aumentarla in futuro, ampliando diritti e tutele per chi si forma e si specializza. Questo è un investimento strutturale per una sanità più forte, più giusta e più competitiva”.
Conclusione
L’approvazione di questo emendamento segnerebbe un passo avanti storico nel riconoscimento del valore della formazione specialistica in ambito sanitario non medico.